⬥ Kant procede dunque ad analizzare i fondamenti e i principi della matematica e della fisica, ossia del sapere scientifico certo e sicuro, partendo dai suoi elementi di base: i giudizi.
Le proposizioni della scienza sono dette "giudizi" perché costituite da un soggetto e un predicato.
Kant sostiene che tutta la conoscenza si basa sull'attribuzione di un predicato a un soggetto, come ad esempio "il prato è verde", "la neve è bianca".
- Pensare è giudicare. -
Kant afferma inizialmente che ci sono due tipi di giudizi :
- i giudizi analitici
- i giudizi sintetici
I giudizi analitici sono quelli in cui il predicato è già contenuto nel soggetto.
Si tratta di giudizi a priori, infatti il loro contenuto non deriva dall'esperienza, ma la precede. Essi sono dotati dei caratteri della necessità e universalità, ma sono privi di novità, perché il predicato non aggiunge nulla di nuovo al concetto implicato nel soggetto.
I giudizi sintetici sono quelli in cui il predicato offre un contenuto informativo nuovo, che viene aggiunto a quelli noti.
In essi abbiamo un'estensione della conoscenza, ma non la garanzia della sua necessità e universalità, poiché dipendono interamente dall'esperienza: essi sono, infatti, a posteriori.
In seguito, insoddisfatto dalle mancanze dei primi due, sostiene l'esistenza di una terza tipologia:
- analitici a priori -> pur essendo universali e necessari, non consentono di progredire nella conoscenza (tipici del pensiero razionalista)
- sintetici a posteriori -> benché apportino nuove informazioni, non garantiscono la necessità e universalità della conoscenza (tipici dell'empirismo)
- sintetici a priori -> sono dotati dei caratteri sia della necessità e l'universalità, in quanto sono a priori, sia della novità, in quanto, essendo sintetici, il predicato aggiunge un'idea nuova al soggetto (tipici della scienza newtoniana)
⬥ Nella conoscenza possiamo distinguere 2 aspetti:
- l'aspetto materiale, ovvero le impressioni sensibili che il soggetto riceve passivamente dall'esperienza (a posteriori)
- l'aspetto formale, ovvero le modalità (a priori) con cui la mente ordina attivamente le impressioni
⬥ Questa visione della conoscenza comporta un ribaltamento dei rapporti tra soggetto e oggetto: se infatti nella precedente riflessione era la mente a doversi adeguare alla realtà, ora è la realtà che, nell'atto conoscitivo, si deve adeguare alle facoltà umane attraverso cui è percepita e ordinata, detta anche rivoluzione copernicana.
⬥ Il termine trascendentale viene adoperato da Kant in un’accezione gnoseologica, per cui “trascendentale” è la filosofia che si occupa non degli oggetti o del loro “essere”, cioè delle loro proprietà ontologiche, ma delle loro condizioni di conoscibilità, di ciò che “supera” la conoscenza nel senso che la rende possibile.
⬥ LA STRUTTURA DELLA CRITICA DELLA RAGION PURA
La Critica della ragion pura è un trattato sistematico che risponde a un'esigenza metodologica fondamentale: secondo Kant, infatti, la sistematicità è un requisito indispensabile per ogni conoscenza scientifica.
La rigorosa struttura dell'opera riflette l'architettura della ragione umana, soggetto e oggetto dell'indagine di Kant.
La Critica della ragion pura è suddivisa in due parti:
- la Dottrina degli elementi*, che procede alla scomposizione della ragione nelle sue parti fondamentali, gli elementi "puri" o "a priori" del conoscere;
- la Dottrina del metodo, che di riferisce al metodo di applicazione dei suddetti elementi formali.
⬥ ESTETICA TRASCENDENTALE, che analizza la conoscenza sensibile e le sue forme a priori.
Secondo il filosofo ogni conoscenza inizia con l'esperienza, ossia con la percezione degli oggetti esterni da parte dei sensi.
Il termine "estetica" dunque, è utilizzato nel suo significato originario (derivato dalla parola greca aisthesis, "sensazione"), in riferimento non a una teoria del bello o del gusto, bensì ai principi dell'intuizione sensibile.
Kant afferma che la sensibilità ha una duplice fisionomia:
- "passiva", in quanto riceve dall'esperienza esterna i dati percettivi,
- ma è anche "attiva", in quanto organizza il materiale che riceve dall'esterno attraverso due forme a priori: lo spazio e il tempo.
⬥ LOGICA TRASCENDENTALE°, che studia il pensiero e le sue regole.
Essa si suddivide a sua volta in:
◉ ANALITICA
