L'empirismo,
è la corrente filosofica, nata nella seconda metà del Seicento in
Inghilterra, secondo cui la conoscenza umana deriva esclusivamente dai
sensi o dall'esperienza. I maggiori esponenti dell'empirismo anglo-sassone furono John Locke, George Berkeley, e David Hume: costoro negavano che gli esseri umani avessero idee innate, o che qualcosa fosse conoscibile a prescindere dall'esperienza.
L'empirismo si sviluppò in contrapposizione al razionalismo, corrente filosofica il cui esponente principale è stato Cartesio.
Secondo i razionalisti, la filosofia dovrebbe essere condotta tramite l'introspezione e il ragionamento deduttivo a priori.
Secondo gli empiristi, invece, si considera alla base del metodo scientifico l'idea che le nostre teorie dovrebbero essere fondate sull'osservazione del mondo piuttosto che sull'intuito o sulla fede.
L'empirismo è una diversa tradizione di pensiero, secondo cui la ragione è impotente senza il ricorso all'esperienza e quindi è limitata e condizionata.
Per l'empirismo la conoscenza si origina a partire dall'esperienza sensibile e la ragione non deve entrare nel territorio della metafisica.
Gli empiristi utilizzano una forma di comunicazione chiara e semplice comprensibile dalle persone di buon senso.
Isaac Newton fu il promotore del nuovo sapere e della rinnovata immagine della ragione.
Grande influenza sul pensiero filosofico del Settecento, ebbero, in particolare, le sue "regole" metodologiche:
- devono essere ammesse solo le cause sufficienti a spiegare il fenomeno;
- a effetti simili devono essere assegnate le medesime cause naturali;
- ai fenomeni dello stesso genere devono essere attribuite la stesse cause;
- nella filosofia sperimentale le proposizioni
ricavate per induzione dai fenomeni devono essere considerate vere.
Gli empiristi non sono filosofi di professione, ma sono legati al mondo della scienza e del diritto.
Secondo Locke accertare i poteri e i limiti dell'intelletto umano è utile per l'esistenza concreta.
Una volta esaminata la potenzialità della mente ci si potrà occupare di quei campi che sono alla nostra portata e si potrà evitare l'atteggiamento di chi pretende di sapete o tutto o niente.
Per individuare i limiti della ragione Hume esclude dalla filosofia e dalle indagini scientifiche tutte le questioni che vanno al di là degli strumenti conoscitivi dell'uomo.
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